Prima che arrivasse il fenomeno di Internet, l’unico mezzo sociale che consentisse una comunicazione a distanza e permettesse una vera e propria interazione tra due o più persone era il baracchino.

 

Questo era un apparecchio radio e si distingueva dal mezzo di massa, perché aveva sia la funzionalità di trasmissione che di ricezione.

Le sue origini partono da Marconi, con il linguaggio Morse. Più tardi si parlerà di Radiofonia, proprio perché furono trasmessi i primi messaggi vocali attraverso questi apparecchi. 

Da qui emergono i primi radioamatori ai quali non era concessa facilmente la licenza , soprattutto nella prima metà del ‘900.

 

In Italia era proibita l’attività di radioamatore per ben oltre settant’anni e nel periodo fascista era vietato persino possedere questi apparecchi per qualunque motivo.

Solo dopo la II guerra mondiale che questo apparecchio iniziò a diffondersi gradualmente ad un numero sempre più consistente di radioamatori.                                                       

La situazione si sblocca nel 1973, l’anno che segna anche la concessione di una frequenza per uso civile: la 27 MHZ (detta banda “C” – cittadina – ), comprendente per l’esattezza 24 canali. Dopo la stessa concessione per uso civile fu estesa a 40 canali, sempre sui 27 MHZ.    Bisognava soltanto pagare una piccola quota annuale per poter trasmettere su questa frequenza.                                                                                                             Da qui arriva il termine baracchino o cb, piccolo apparecchio radiofonico che poteva essere portato anche in macchina (barra mobile) e poteva trasmettere con una potenza massima consentita di 5W sulla banda AM e  FM. 
Poi c’erano le bande laterali (SSB), utilizzate per le comunicazioni a lunga distanza quando c’erano i periodi di propagazione (situazioni in cui le onde radio riuscivano a raggiungere lunghissime distanze, detto nella maniera più elementare possibile).

Ogni persona doveva avere un soprannome (QRZ) e parlava a una o più persone in un canale. Le ore di punta erano soprattutto quelle serali, dove si poteva assistere ad autentiche riunioni in cui si discuteva su tutto. 
Era il più chiaro esempio di democrazia, dove non esistevano moderatori o chi comandasse il gruppo.  
La chiacchiera (QSO) avveniva così: premevi il pulsante del microfono (portante), dicevi la tua, decidevi a chi far girare la parola ed infine dovevi lasciare il pulsante per ascoltare il destinatario. 
Per avere la certezza di poter comunicare con gli altri, bisognava avere un’antenna abbastanza alta sul proprio terrazzo  o quello condominiale, essere fortunati nel non avere ostacoli nelle vicinanze e non dare problemi alle antenne televisive o interferire nei telefoni. 

 

Questo mezzo ha conosciuto tantissimi utilizzatori di tutte le età: anziani, ragazzi, donne, adolescenti e così via. 
I canali erano un vero e proprio ritrovo. 


C’erano anche i canali riservati alle categorie specifiche: il 5 era dei camionisti ed il 9 era lasciato esclusivamente per le emergenze, occupato da volontari della protezione civile.  
La frequenza 27 MHZ era popolata soprattutto di notte e le chiacchiere duravano spesso fino alle prime ore del mattino. 


Negli anni ‘80 c’è stato il boom di questo mezzo, a tal punto che molti fuggivano nelle bande superiori o inferiori (la B e la D), ossia spazi sempre della 27 MHZ non concessi dal ministero delle Comunicazioni, per fuggire dal caos della banda cittadina. 
In genere questi spazi, soprattutto di giorno, venivano utilizzati per i collegamenti oltre oceano , favoriti da un buon periodo di propagazione.

  >

 

Io sono entrato effettivamente nel mondo della Radio verso il ‘92. 
Per almeno 6 anni, prima dell’avvento d’Internet, ho potuto conoscere tantissime persone attraverso il baracchino. 


Ho iniziato la mia avventura in frequenza prima con un “Mattoncino”(portatile) per poi passare in seguito a Radio di maggiori prestazioni.

Sono p assato dal gommino (antenna del portatile ) ad antenne da balcone (boomerang) ad antenne verticali (ground plane) , fino ad utilizzare antenne direttive.

Ho iniziato con collegamenti fatti a distanza di 100m fino ad arrivare a più di 10000km (DX), ma il collegamento, che ancor oggi al sol pensiero mi emoziona  , è il primo da me effettuato. Ricordo ancora, come se fossi ieri ,quella voce che mi disse…” avanti all’amico che chiamava”…

 

il Baracchino riusciva, a tutti gli effetti, non solo ad ottenere collegamenti diretti con più persone, ma anche a stabilire legami affettivi, compagnie o simpatie e spesso faceva sognare le persone ad occhi aperti.

Proprio da questo mezzo ci furono i primi meeting, incontri(verticali) alla cieca e ritrovi di appassionati. 
Era di fatto l’agente sociale che oggi lo troviamo invece nelle chat che sono un contesto totalmente diverso e che poggiano su una “
realtà digitale”.

Proprio con Internet, il baracchino ha iniziato il suo declino. 
Nel ‘98-‘99 ci fu un crollo di frequentazione improvvisa. 
Il baracchino, da questi anni in poi, rimase oggetto di comunicazione solo per i più appassionati. 
Molti dei frequentatori dei canali della banda cittadina si sono riversati sulle chat virtuali offerte dal mondo di internet ma possiamo affermare che il vero precursore di questo mondo è stato il Baracchino.

Internet oggi propone semplicemente l’evoluzione di quello che fino a dieci anni fa’ era possibile soltanto con La RADIO, che non solo permetteva di stabilire contatti radiofonici con altri, ma riusciva anche a farci sognare ad occhi aperti nelle relazioni ed offrirci compagnia nelle ore di svago o di solitudine.                                                                             Erano altri tempi, eppure è passato solo un decennio da questo fenomeno.

Oggi ,dopo tanto tempo di silenzio radio, la sera si sentono nuovamente  persone parlare con il “CB”,passano il tempo a socializzare come si faceva una volta,  riapprezzando dopo tanto tempo, il piacere di stare davanti al CB.                           

Comunque vada, l’amore per la radio è qualcosa che ti rimane sempre nel cuore e ti da emozione ogni qualvolta si prende in mano il mike.

Mi auguro di essere stato d’aiuto per coloro che volevano capire cos’era  la CB e di aver suscitato emozione a chi nel passato ha fatto la mia stesa esperienza.

Ci sentiamo presto in radio,

’73  a tutti,Robertino.